Separazioni e Divorzi

Lo Studio Legale dell’Avvocato Cavaliere offre assistenza e consulenza legale in caso di separazione dei coniugi. Riteniamo di fare cosa gradita nel pubblicare alcune informazioni utili a beneficio di coloro che intendono approfondire questo argomento.

1) Separazione personale dei coniugi
La separazione personale ha la sua disciplina negli artt. 150-158 del Codice Civile e ha come conseguenza la sospensione dei doveri reciproci dei coniugi (quali ad es: il dovere di coabitazione, il dovere di fedeltà e di collaborazione), eccezion fatta per quelli di assistenza e di reciproco rispetto, che permangono tra i coniugi nonostante l’intervenuta separazione.
La separazione personale, pertanto, determina, quale effetto più evidente, la cessazione della convivenza dei coniugi, ma si ricordi che la semplice ripresa della convivenza, senza alcuna formalità particolare, fa cessare gli effetti della separazione: l’art. 154 c.c, infatti, prevede espressamente che “la riconciliazione tra i coniugi comporta l’abbandono della domanda di separazione personale già proposta”, e ciò è possibile in quanto la separazione, al contrario del divorzio, non produce effetti definitivi e quindi non preclude ai coniugi la possibilità di ricostituire il nucleo familiare.
La separazione può essere giudiziale o consensuale, a seconda che sia dichiarata con sentenza dal Giudice o sia oggetto di accordo dei coniugi omologato dal Tribunale. Si evidenzia in questa sede che la materia della separazione (e del divorzio) è stata di recente oggetto di una profonda rivisitazione ad opera della L. 8 febbraio 2006 n. 54, che ha introdotto i concetti di bigenitorialità e di affido condiviso.

2) Separazione giudiziale
Come statuisce l’art. 151 c.c, “la separazione giudiziale può essere chiesta quando si verificano, anche indipendentemente dalla volontà di uno o di entrambi i coniugi, fatti tali da rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza o da recare grave pregiudizio all’educazione della prole”.
Pertanto, la separazione giudiziale trova la sua causa nell’intollerabilità della convivenza, e al riguardo la legge non elenca situazioni particolari o comportamenti specifici, in quanto l’accertamento circa la sussistenza di fatti che possano giustificare la separazione è devoluto al giudice.
Innanzitutto, l’intollerabilità della convivenza può derivare dalla grave e persistente violazione dei doveri nascenti dal matrimonio, per cui comportamenti contrari al dovere di fedeltà o che ledono il coniuge nella dignità, nell’onore o nell’integrità psico-fisica possono legittimare la richiesta di separazione, dal momento che il matrimonio impone a ciascun coniuge di rispettare la personalità dell’altro.
Da un punto di vista processuale, la separazione giudiziale introduce un procedimento contenzioso, più complesso e articolato rispetto al procedimento, più snello e veloce, della separazione consensuale.

3) Separazione consensuale
La separazione consensuale è l’effetto di un accordo tra i coniugi che viene successivamente omologato dal giudice. Essa è disciplinata dall’art. 158 c.c., e se anche la decisione dei coniugi di separarsi solitamente trova la sua causa giustificatrice nell’intollerabilità della convivenza, tale elemento non costituisce in questa sede un necessario presupposto, mentre ciò che rileva è la volontà dei coniugi di sciogliere il vincolo matrimoniale, ponendo essi stessi le condizioni della propria separazione.
I coniugi, pertanto, nell’atto di separazione consensuale dettano disposizioni sia per ciò che attiene agli aspetti patrimoniali, quali l’ assegno di mantenimento e il diritto di abitazione nella casa coniugale, sia per quanto riguarda l’affidamento dei figli minori, se vi sono.
Al riguardo, l’art. 158 c.c. attribuisce al giudice in sede di omologazione il potere di controllare e verificare la rispondenza delle disposizioni, contenute nell’atto di separazione, all’interesse dei figli minori; qualora il giudice vi ravvisi un contrasto, invita i coniugi ad apportare le modifiche più opportune e, in caso di inidonea soluzione, può rifiutare l’omologazione.
Pertanto, onde evitare di incorrere in errori o omissioni che potrebbero indurre il giudice a rifiutare l’omologazione dell’atto di separazione, si consiglia di richiedere comunque una consulenza ad avvocati esperti della materia, che nella stesura del ricorso possano dare ai coniugi consigli adeguati ed un supporto tecnico qualificato.